La qualità maggiore di un buon medico è un'estrema capacità di attenzione, perché la medicina è sopra ogni altra cosa un'arte dell'osservare

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email: dottluigiturinese@gmail.com

lunedì 29 settembre 2014

Dal 20 ottobre 2014 riprende il Cenacolo con una nuova formula


PerìArχôn 2014/15
Cenacolo di Cultura Archetipica
Conversazioni con Luigi Turinese



A due anni e mezzo dalla sua fondazione, con l’autunno 2014 il cenacolo PerìArXòn cambia formula. 

A partire dal 20 ottobre 2014 gli incontri del Lunedì diventeranno mensili, dalle 19.30 alle 22.30, come di consueto a Roma, Via Clementina, 7 (Spazio Paema)

Un tempo più dilatato, nel quale a un “piatto forte” monografico, servito da un ospite con le competenze del caso, saranno affiancate rubriche fisse, interventi brevi e un video di Gianna Tarantino, che rappresenterà come sempre il motore organizzativo. 

La quota di partecipazione ai singoli incontri sarà di 20,00€.

Luigi Turinese

Via Clementina, 7
Roma
(Presso Spazio Paema)
Fermata Metro B Cavour
Per info e prenotazioni:
email: periarxon@gmail.com

domenica 21 settembre 2014

Paolo Cognetti, "1977-1987 Quando il computer divenne Personal" - Prefazione di Luigi Turinese








Leggendo – da profano fruitore di informatica – il monumentale e da oggi imprescindibile volume di Paolo Cognetti, mi sono ricordato di quando, a scuola, a chi mi chiedeva che lavoro facesse mio padre rispondevo: “Dirige il Centro Meccanografico della Direzione Provinciale del Tesoro”. Lo dicevo come fosse un mantra ma non è che comprendessi bene che cosa significasse. Mio padre mi parlava di elaboratori, enormi macchine che mercé schede perforate davano precisi responsi – che a me sembravano oracoli – sull’entità delle pensioni dei contribuenti.
 Doveva essere a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70. L’Italia, come apprendo da Paolo Cognetti, avrebbe d’altronde potuto essere all’avanguardia nella nascente tecnologia informatica – non ancora così denominata – se Adriano Olivetti avesse sviluppato la sua seminale intuizione del Calcolatore programmatico personale (1965).
Oggi Jeremy Rifkin si fa profeta della terza rivoluzione industriale, che si dovrebbe basare su quella che lui chiama la Super Internet.

Ma che cosa è successo in questi cinquant’anni? Intelligentemente, Paolo Cognetti non scrive una storia generale dell’informatica ma preferisce concentrare la sua attenzione – davvero capillare – sul turning point: ovvero il decennio 1977-1987, cerniera temporale che vede il passaggio al personal computer come lo intendiamo oggi.
Si deve considerare che a noi profani tutto è arrivato con un ritardo di qualche anno, rispetto alle acquisizioni degli addetti ai lavori. A questo proposito, pesco dalla memoria un altro aneddoto personale, che potrà servire a rendere l’idea (Cognetti e i suoi sodali mi perdoneranno le imprecisioni tecniche della ricostruzione). Era il 1995 e stavo iniziando a scrivere il mio primo libro, che sarebbe uscito nel 1997. Capendo che la vecchia “lettera 32” stava per divenire un oggetto di modernariato, mi recai in un negozietto di informatica per acquistare un piccolo pc. Se non che, la venditrice mi rifilò qualcosa che era una via di mezzo tra una macchina da scrivere elettrica e un rudimentale pc: una sorta di aggeggio per la videoscrittura che usava dei floppies ma non era propriamente un computer. Una volta scritti i primi due capitoli, mi resi conto che l’editore non sapeva che farsene, nel senso che non era in grado di decodificarli. Si profilava la necessità di acquistare un vero pc – cosa che  feci – e di ricopiare su word il lavoro svolto: una prospettiva un pochino depressiva, in verità… Il destino però mi fu amico, perché incontrai per caso il padre di un compagno di scout dei miei figli che aveva messo su un ufficio nel quale funzionavano in rete una decina di pc: una situazione abbastanza all’avanguardia, per l’epoca. Andai a trovarlo e mi sembrò un mago nel suo antro. Tra le sue magie, vi era un programma che sapeva tradurre in formato word il linguaggio preistorico della mia macchina elettronica: tranne qualche ritocco ad alcune parole che ne uscirono storpiate, i due capitoli erano pronti per essere inseriti nell’hard disk del mio primo pc! Mi fu risparmiata una bella fatica e cominciai a capire che la comunicazione, nel futuro prossimo, sarebbe passata da quelle strade.

Se volessimo utilizzare un linguaggio immaginale più che scientifico, la rivoluzione informatica andrebbe riferita all’avvento dell’Età dell’Acquario: più propriamente, al movimento di controcultura che negli anni ’60 si propagò dagli Stati Uniti in tutto il mondo. Non per niente i primi a intuire le potenzialità dei nuovi mezzi furono giovani non  accademici, poco più che hippies: le commoventi foto dell’epoca contenute nel libro lo attestano senza ombra di dubbio.

Uno dei pregi del lavoro di Cognetti risiede nella precisione della rievocazione temporale. In particolare, il secondo capitolo è dedicato proprio alla ricostruzione del contesto storico. Tralasciando la disamina della corposa parte del libro dedicata all’evoluzione tecnica delle singole macchine, per cui rimando a chi è del ramo, in quanto psicoanalista junghiano non posso infine non evidenziare che la diffusione del World Wide Web corrisponde a una moderna declinazione del mito di Hermes, il Mercurio del mondo latino. Gli dèi, non visti, sono sempre tra noi, perché il mito non descrive eventi del passato ma fenomenologie umane universali, dunque metastoriche, ovvero sempre all’opera. Hermes, dio della comunicazione e del commercio, protettore di mercanti e finanche di ladri, si incarica di portare i messaggi tra gli uomini e gli dèi; e lo fa velocemente, grazie ai suoi calzari alati, come una E-mail che traversa il cyberspace abbattendo confini invalicabili fino a pochi decenni fa (Hermes, sia detto tra parentesi, è anche dio dei confini).

Naturalmente, come ogni cosa, anche questa meravigliosa fenomenologia mercuriale che il XX secolo ci ha schiuso ha le sue ombre: eccesso di comunicazione, furti di identità, nuove dipendenze, tutta una sorta di “virtualità non virtuosa”. Nel frattempo, noi psicoanalisti ci organizziamo per effettuare sedute via skype…


Luigi Turinese 

Prefazione al libro di Paolo Cognetti: "1977-1987 Quando il computer divenne Personal", 2014, pagg 470


     Per info e ordinazioni del volume: p.cognetti@gmail.com

mercoledì 10 settembre 2014

"Franco Battiato: ritratto di un artista totale" : brano di Luigi Turinese tratto dal catalogo della Mostra di Istanbul





Franco Battiato - Ritratto di un artista totale

di Luigi Turinese

Franco Battiato (Jonia, 1945) rappresenta una figura unica nel panorama artistico italiano. Innanzitutto per un’originalità musicale che rende arduo definirne la genealogia, tesa com’è tra stilemi pop, sprazzi di sonorità mediterranee, citazioni colte e incursioni – sempre felici – nella musica classica, operistica e per balletto.

Oltre alla sua presenza oramai quarantennale ai vertici della musica, Battiato vanta una cospicua attività pittorica, come testimoniano mostre personali e collettive a partire dal 1993. Last but not least, va ricordata l’attività di regista, che lo ha condotto a firmare sinora tre opere, cui farà presto seguito un film sulla vita di Georg Friedrich Händel; oltre al recente documentario “Attraversando il Bardo” (2014), lucida e coraggiosa incursione nel dopo-morte, in cui si mostra come si tratti di passaggio di stato e non di spegnimento nel nulla.

A queste attività, che si dispiegano su diversi registri espressivi e che possono a buon diritto far definire Franco Battiato artista totale, si deve aggiungere una coloritura spirituale che tutte le pervade. Anche nei lavori pop apparentemente meno impegnati, difatti, è sempre presente una ricerca, a partire dai testi, che non lascia mai indifferenti ma induce gli ascoltatori e il pubblico dei concerti – sorprendentemente trasversale dal punto di vista socio-culturale e anagrafico – a fare dell’opera di Battiato uno strumento di evoluzione personale che travalica il codice puramente artistico.
Non è fuori luogo ricordare, a questo proposito, che tra il 1985 e il 1995 Battiato ha pubblicato – con la casa editrice L’Ottava, da lui fondata – quattordici libri che da vertici inusuali trattano aspetti della conoscenza interiore.
Nella poetica filosofica del Nostro sono preminenti i riferimenti al pensiero soteriologico orientale, segnatamente alle tradizioni centroasiatiche, con ripetuti e riconoscenti riferimenti alla cultura della Turchia, come è facile ravvisare in molti testi di celebri canzoni. Forme spirituali esoteriche come il sufismo fecondano anche il suo lavoro di pittore, che sull’incanto dei dervisci tourneurs si è ripetutamente soffermato.

Luigi Turinese

Brano tratto dal catalogo della mostra "Quisque faber fortunae suae", Istanbul 8-20 settembre 2014.
                                                 Vai al programma della Mostra

giovedì 4 settembre 2014

Mostra personale opere di Franco Battiato - Istanbul, 8-20 Settembre 2014, "Quisque faber fortunae suae"



"Quisque faber fortunae suae"

Mostra personale di opere di
Franco Battiato
Istanbul
dall'8 al 20 Settembre 2014



Programma:

Lunedì 8 settembre 2014
CONFERENZA STAMPA E PRESENTAZIONE
BASIN TOPLANTISI VE SUNUM
 Teatro della Casa d’Italia, 
Meşrutiyet caddesi no. 75, 
Tepebaşı, Istanbul

ore 18.00 - Saluti delle autorità
S.E. Gianpaolo Scarante, Ambasciatore d’Italia in Turchia
Ahmet Misbah Demircan, Sindaco di Beyoğlu
Enzo Bianco, Sindaco di Catania

ore 18.30 - Conversazione con Franco Battiato e la curatrice Fiorella Nozzetti
Interventi / Konuşmalar:
Elisa Gradi Esegesi estetica e critica delle opere in mostra
Luigi TurineseModernità della Tradizione nell'opera di Franco Battiato

traduzione simultanea italiano/turco

ore 19.30 - Presentazione e proiezione del film: TEMPORARY ROAD “una” vita di Franco Battiato
alla presenza del regista Mario Tani

V.O. con sottotitoli inglese

Cocktail

Martedì 9 settembre 2014
 
INAUGURAZIONE
AÇILIŞ
Beyoğlu Belediyesi Sanat Galerisi,
 İstiklal caddesi no. 217, 
Beyoğlu, İstanbul

Ore 18.00 - Inaugurazione della mostra alla presenza dell’artista Franco Battiato, del Sindaco di
Beyoğlu Ahmet Misbah Demircan, dell’Ambasciatore d’Italia Gianpaolo Scarante e del Sindaco di
Catania Enzo Bianco
Cocktail


La mostra rimarrà aperta fino al 20 settembre 2014 e sarà visitabile (ingresso libero) tutti i giorni
dalle 9,00 alle 19,00 tranne la domenica.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue (italiano/turco), con apparato di immagini e saggi
critici di Gabriele Mandel, Luigi Turinese, Fiorella Nozzetti ed Elisa Gradi.


Per informazioni sulla mostra: mostrabattiato@gmail.com
Sito internet: www.battiato.it


Comunicato stampa:

Invito alla Presentazione dell'8 settembre 2014:




Invito all'Inaugurazione del 9 Settembre 2014:


La mostra è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul e dall’Ambasciata d’Italia in Turchia, con il coordinamento artistico ed organizzativo di Fiorella Nozzetti, in collaborazione con il Comune di Beyoglu e il Comune di Catania e con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia.