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lunedì 13 novembre 2017

OMEOPATIA MEDICINA DEL FUTURO. Il ruolo della Medicina Omeopatica in un Progetto Globale di Salute. Roma, domenica 10 dicembre 2017






OMEOPATIA MEDICINA DEL FUTURO

Il ruolo della Medicina Omeopatica in un Progetto

Globale di Salute


Relatore Dr. Luigi Turinese


Domenica 10 dicembre 2017 - ore 10:30 - 13:15 
Fondazione Negro Museo dell'Omeopatia - Piazza Navona 49 - ROMA 



Prima della Conferenza visita al Museo dell’Omeopatia condotta dal dr. Francesco Eugenio Negro


SI PREGA DARE CONFERMA PRESSO LA SEGRETERIA 
Tel 081 3951888 (Daniela Brillante lun-ven h. 9 - 14) - 
Fax 081 3953244 
serviziocentrale@cemon.eu



lunedì 6 novembre 2017

Convegno W.A.L." Verso la creativETA' " - Assisi 25/26 Novembre 2017











“Freud, ‘l’uomo che provò a capire mente e cervello’, il libro di Maria Felice Pacitto” - Recensione di Luigi Turinese




Scrivere oggi un altro libro su Freud può sembrare una scelta anacronistica. Nei decenni ne sono stati pubblicati molti: alcuni sono considerati oramai dei classici – si pensi alla monumentale biografia di Ernest Jones –, mentre la maggioranza non sono più di inutili cloni che non dicono nulla di nuovo. 
A ciò si aggiungano le voci che periodicamente proclamano la morte della psicoanalisi. 

Questa premessa per dire che Maria Felice Pacitto è stata mossa apparentemente da una combinazione di coraggio e incoscienza.
 Leggendo il suo libro (“L’uomo che provò a capire l’inconscio. Freud tra biologia, ermeneutica e neuroscienze” – Guida editori, Napoli 2017), invece, ciò che colpisce sin dalle prime pagine è innanzitutto l’intelligenza di non essersi misurata col genere della biografia, che avrebbe richiesto competenze di storico e piglio di filologo.
 Il pregio del libro e la sua cifra più originale – oltre a una indubbia capacità di scrittura e un tono da divulgazione “alta” – derivano dall’aver posto Freud sullo sfondo della rivoluzione operata dalle neuroscienze nell’ultimo scorcio del ‘900. Ne risulta una appassionata apologia della psicoanalisi, provvista di un eccellente apparato critico e sempre attenta a ribadire la costante oscillazione del padre fondatore tra i due poli della biologia da un lato e delle scienze umane dallaltro. 

In questa non facile operazione l’Autrice è sorretta da un bagaglio filosofico di tutto rispetto e da una lunga esperienza clinica, che le fa correttamente porre l’elemento relazionale al centro della prassi terapeutica. Freud è descritto come il primo neuropsicologo della storia, capace di anticipare il concetto di neuroplasticità ma anche di porre tra gli scopi della sua ricerca la conoscenza, l’accettazione dei limiti, l’integrazione psichica: in una parola, la costruzione di un’umanità più ricca e consapevole. 

Il libro, di piacevolissima lettura, consente di ripercorrere il percorso di una disciplina di cui oggi non si può più fare a meno, sia che ci si misuri con la psicopatologia – penso ai tecnici della salute mentale – sia che ci si occupi di discipline umanistiche, di arte (cinema e psicoanalisi, per esempio, sono coeve) o persino di politica e di scienze sociali: si pensi soltanto a quanto il movimento dei diritti umani, a partire dalla rivoluzione femminista della seconda metà del secolo scorso, deve al lavoro di quel geniale pioniere che fu Sigmund Freud. 

Luigi Turinese

Recensione apparsa su L'inchiesta, quotidiano di giovedì 26 ottobre 2017 pag 38