La qualità maggiore di un buon medico è un'estrema capacità di attenzione, perché la medicina è sopra ogni altra cosa un'arte dell'osservare

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Roma Piazza N. Longobardi 3, Tel: 06 51607592
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mercoledì 18 settembre 2013

Lunedì 23 Settembre 2013 ore 19.45 - Cenacolo di Cultura Archetipica - Programma

PerìArχôn - Cenacolo di Cultura Archetipica



Programma di Lunedì 23 Settembre 2013
ore 19.45 
Via Clementina, 7 Roma
(Fermata Metro B Cavour)

"Arniaffollata"- Foto di Gianna Tarantino

Luigi Turinese:
"Una terapia immaginale: il potere curativo delle immagini”
"Ontologia e genealogia dell'immagine"
di Federico Gizzi
"Imago" Video di Gianna Tarantino
Appunti-segnalazioni 
di Luigi Turinese
Il Segno della Vergine nell'Astrologia Evolutiva
 di Maria Santucci

Discussione


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PerìArXòn - Calendario e Argomenti 2013/14



Conversazioni con Luigi Turinese

Incontri quindicinali
2° e 4° Lunedì di ogni mese dalle ore 19.45 alle 22.00


Via Clementina 7 (Fermata Metro B Cavour)



Presso l' Atelier PAEMA- Spazio Urbano Protetto



Roma



Calendario 2013/2014

Settembre 2013
Lunedì 23

Ottobre 2013
Lunedì 14
Lunedì 28

Novembre 2013
Lunedì 11
Lunedì 25

Dicembre 2013
Lunedì 9


Inizio ore 19.45


Argomenti 2013/14


• Una terapia immaginale: il potere curativo delle immagini
• Elementi spirituali della cura
• Il paradigma psicosomatico
• Creatività e istinto individuativo
• Jung e l’Oriente
• Note sulla tipologia
• Appunti-segnalazioni
• Proiezioni di documentari e interviste
• Guida alla lettura delle immagini
• Partecipazione di esperti di discipline psicologiche e di ricerca spirituale
• I Segni Zodiacali nell'Astrologia Evolutiva di Maria Santucci
• Videoclip di Gianna Tarantino

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martedì 3 settembre 2013

A proposito di "femminicidio" - di Luigi Turinese

Ci sono temi che percorrono i mezzi di comunicazioni di massa e i discorsi pubblici e privati sostenuti da un'onda lunga che in parte trae origine da eventi, in parte da una sorta di retorica comunicativa.

Uno di questi riguarda il cosiddetto "femminicidio": termine infelice che evoca una sorta di fabbrica di omicidi di persone di sesso femminile.

Messa così, la questione non può che richiamare l'attenzione su una (ontologica?) spietatezza maschile.

Do per scontato che il fenomeno ci sia e che stia assumendo proporzioni allarmanti. Tuttavia non se ne esce semplicemente con una legge né diffondendo l'idea che gli uomini siano cattivi e le donne vittime designate.

La mia opinione è che, come sempre quando si vuole cercare di capire un'emergenza sociale, bisogna usare un grandangolo: ovvero allargare la visione del fenomeno quanto meno alle condizioni in cui si realizza – o meglio non si realizza – un tentativo di comunicazione tra uomini e donne.

La rapida evoluzione del ruolo femminile a partire dagli anni '60 ha comportato un cortocircuito nella decodificazione dei comportamenti: ne è risultata, da parte di molti uomini, una grande difficoltà nel comprendere i messaggi – soprattutto quelli non verbali – provenienti dal mondo femminile; specularmente, spesso le donne non sono sempre chiare nel formulare i loro desideri quanto sono invece determinate nell'esprimerli.



 
Per venire a Lundy Bancroft, la sua posizione mi sembra orientata a sostenere le donne maltrattate ma non a comprendere il grave disagio in cui versa la relazione tra uomini e donne. Spingersi sino a negare l'importanza di una psicoterapia per gli uomini, poi, costituisce in un certo senso un atto di resa.

Il problema, semmai, è che difficilmente sarà l'uomo maltrattante a chiedere una terapia. Si dovrebbe iniziare a pensare a una prevenzione culturale: i tempi sarebbero lunghi ma ci si avvicinerebbe al focus del problema.

Il discorso si fa complesso, per cui mi limito a suggerire un tema: quello del divario che si viene a creare – nell'uomo e nella donna – tra la proposta idealizzante in fatto d'amore e "lo stato dell'arte". C'è bisogno di un'educazione sentimentale adeguata ai tempi: si continua a proporre un Amore Assoluto talmente lontano dalla realtà da indurre cocenti delusioni e la sensazione perenne di avere tra le mani un prezioso vaso irrimediabilmente lesionato. Al tempo stesso non ci si cura di educare alla comunicazione e all'espressione dei sentimenti: una malattia in crescita è infatti l'alessitimia (letteralmente "mancanza di parole per le emozioni"), ovvero la difficoltà nel riconoscere ed esprimere verbalmente le emozioni.

La parola è l'acquisizione più alta dell'essere umano e quando non ci sono più "le parole per dirlo" (per parafrasare un celebre titolo di Marie Cardinal) il ricorso agli atti diventa più di una tentazione: quasi una disperata necessità; quando poi tale condizione si incontra con elementi psicopatici o sociopatici, situazioni che rendono incapaci di empatia e di rimorso, tali atti hanno alte probabilità di divenire atti delittuosi.

Luigi Turinese

In foto: Contatto con l'Ombra - di Gianna Tarantino

Articolo pubblicato sul Blog PalaGius