Piazza N. Longobardi 3, 00145 Roma tel 06 51607592
"La qualità maggiore di un buon medico è un'estrema capacità di attenzione, perché la medicina è sopra ogni altra cosa un'arte dell'osservare" Luigi Turinese in Biotipologia
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lunedì 11 dicembre 2017

Archetipi che curano - Laboratorio di Psicologia Archetipica Ars Hillmaniana 2018

ARCHETIPI CHE CURANO
LABORATORIO DI PSICOLOGIA ARCHETIPICA
ARS HILLMANIANA - 2018
Conduce Riccardo Mondo


PROGRAMMA

19 Gennaio
L’Alchimia delle parole
Introduzione: Maurizio Nicolosi
Presentazione: Raffaella Bonforte
Testo: Luigi Turinese
Trasparenze: Salvo Pollicina
Amplificazione: Giulia Valerio
Trame: Franco La Rosa

16 Febbraio
Il mondo interiore del trauma
Presentazione: Fabrizia Vinci
Testo: Livia Di Stefano
Trasparenze: Salvo Pollicina
Amplificazione: Magda Di Renzo
Trame: Rosario Puglisi

9 Marzo
Al di sopra del malato e della malattia
Presentazione: Giusi Porzio
Testo: Rosi Ingrassia
Trasparenze: Salvo Pollicina
Amplificazione: Caterina Vezzoli
Trame: Francesca Picone

6 Aprile
Il suicidio e l’anima
Presentazione: Alfonso Sottile
Testo: Gabriele Ajello
Trasparenze: Antonella Russo
Amplificazione: Giancarlo Magno
Trame: Lino Ancona



PARTECIPANO
Gabriele Ajello: Psicologo Analista CIPA, Videomaker e attore teatrale, Palermo
Pasqualino Ancona: Vice Presidente nazionale CIPA, Psichiatra, Psicologo Analista CIPA e
IAAP, Catania
Raffaella Bonforte: Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Sandplay therapist, Vicepresidente IMPA
Centro Studi, Catania
Magda Di Renzo: Analista junghiana CIPA, Responsabile servizio psicoterapia e Direttrice scuola
IdO, Roma
Livia Di Stefano: Psicologo, Psicologo Analista didatta CIPA Istituto Meridionale, Redattore
Enkelados, Catania
Rosa Rita Ingrassia: Analista junghiana, Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Palermo
Franco La Rosa: Psichiatra, Medico Umanista, Psicologo Analista CIPA, Palermo
Giancarlo Magno: Psicologo, Psicologo Analista didatta CIPA, membro IIAP, Taranto
Riccardo Mondo: Psicologo Analista CIPA, Direttore editoriale Enkelados, Socio fondatore IMPA
Centro Studi, Catania
Maurizio Nicolosi: Psichiatra, Psicologo Analista, Segretario Istituto Meridionale CIPA, Catania
Francesca Picone: Psichiatra, Psicologo Analista CIPA Meridionale, Vicedirettore della scuola del
CIPA Meridionale, Palermo
Salvatore Pollicina: Neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza, Psicologo Analista CIPA,
Presidente IMPA Centro Studi, Acireale
Giusy Porzio: Psicologo Analista CIPA, Psichiatra, Direttivo IMPA Centro Studi, Andria
Rosario Puglisi: Psicologo Analista, docente e supervisore CIPA, membro IAAP, fondatore
dell’Associazione culturale junghiana salentina KUKLOS, giudice onorario Corte d’Appello
Tribunale di Lecce, Casarano(Lecce)
Antonella Russo: Psicologo Analista CIPA, membro IIAP, Presidente associazione Crocevia,
Catania
Alfonso Sottile: Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Analista junghiano, Direttivo IMPA Centro
Studi, Catania
Luigi Turinese: Medico esperto in omeopatia, Psicologo Analista didatta CIPA, Cantautore, Roma
Giulia Valerio: Psicoterapeuta junghiana, Docente di psicologia analitica e di etnoclinica, Socia
ARPA e IAAP, Presidente della scuola LiSTA e di MetisAfrica onlus, Verona
Caterina Vezzoli: Psicologo Analista CIPA, IAAP, Vice Presidente Philemon Foundation,
Redattore Enkelados, Milano
Fabrizia Vinci: Psicologa, Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Direttivo IMPA Centro Studi,
Caltanissetta

I Laboratori si terranno nelle date indicate
dalle ore 18.00 alle 21.00
presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico
“Boggio Lera” 
via Quartarone, 3 - Catania

Iscrizione
3881476576 / 3207171331

Evento ECM 211435/2018/4029 CREDITI 21,6 (per Medici, Psicologi, Logopedisti e Infermieri)

domenica 22 novembre 2015

Seminari del Laboratorio di Psicologia Archetipica Ars Hillmaniana - "Picchi e valli" Venerdì 11 Dicembre 2015 a Catania


Nell'ambito del 4° ciclo di seminari del

 Laboratorio di Psicologia Archetipica

"Ars Hillmaniana"

  

Venerdì 11 Dicembre 2015
Picchi e Valli
dalle 18:30 alle 21:00
Aula Magna del Liceo Scientifico “Boggio Lera”, 
Via Quartarone 3
Catania

Commenti: Antonio Napoli, Antonella Russo
Amplificazioni: Luigi Turinese
Improvvisazione musicale: Sergio Giuffrida
Discussione
Conduce: Riccardo Mondo

Programma completo:


Partecipanti:


I seminari, organizzati 
dall'Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica in collaborazione con il CIPA Meridionale, sono a numero limitato di posti ed è necessaria la preiscrizione.
Per informazioni tel. 3921583534




giovedì 3 maggio 2012

"Un ricordo di James Hillman" - su Studi Junghiani

La scomparsa di James Hillman (Atlantic City, 12 aprile 1926 – Thompson, 27 ottobre 2011), al di là del dispiacere da parte di chi lo ha conosciuto, segna un vallo tra due epoche. Hillman, difatti, a dispetto della chiamata in causa di categorie come quelle di postmoderno o addirittura di new age, rimane un intellettuale finissimo, molto novecentesco. Soprattutto, molto europeo.

Tra i grandi postjunghiani (Erich Neumann, Michael Fordham, Marie-Louise von Franz), Hillman è stato quello che più di tutti è uscito dal recinto degli addetti ai lavori, influenzando almeno due generazioni di persone di cultura che ne hanno fatto sovente un Maestro di vita.

Pur non essendo facile sintetizzarne il percorso, non v’è dubbio che Hillman sia stato uno junghiano, sebbene per più versi uno junghiano eretico, sin dal suo aver ipertrofizzato una parte del pensiero Jung – quella legata agli archetipi – lasciando in ombra o mostrando scarso entusiasmo per altri topoi dell’opera junghiana, come la tipologia, il procedimento dialettico per opposti e il concetto di Sé.

La sua produzione letteraria è vastissima, difficilmente riassumibile in poche righe. A voler essere schematici, si possono individuare due categorie: i testi più tecnici (sebbene nessun lavoro di Hillman sia aridamente tecnico, pieno com’è di amplificazioni culturali) e quelli prevalentemente filosofici, con proporzione crescente a favore di questi ultimi dopo il 1989, anno in cui Hillman abbandona l’attività clinica.
Il lavoro di Hillman ha avuto particolare risonanza nel nostro paese, dove è stato invitato più volte, dando luogo a “cenacoli” interdisciplinari, come quello incarnato dalla rivista Anima a Firenze o come l’IMPA (Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica), fondato da me e da Riccardo Mondo a Catania in occasione dell’80° compleanno del Maestro e che lo ha avuto come Presidente Onorario fino alla sua morte.

Dick Russell, che ha scritto una biografia di Hillman in due volumi (uscirà l’anno prossimo negli Stati Uniti), ha dedicato ampio spazio ai rapporti del Maestro con la cultura italiana: rapporti di reciproca fascinazione e fecondazione, come attesta l’affermazione dello stesso Hillman che “la Psicologia Archetipica ha le sue origini nel Sud”.

Luigi Turinese
Articolo pubblicato su Studi Junghiani n.34 (luglio-dicembre 2011), pp. 81-82

"Luigi Turinese e James Hillman a Taormina il 3.10.2008" (Foto di Gianna Tarantino)

domenica 18 marzo 2012

"Riabilitare Narciso. Una cura omeopatica del narcisismo" di Luigi Turinese a Catania, Mitologie della Psiche


Istituto Mediterraneo Psicologia Archetipica e Associazione Culturale Crocevia


II Ciclo di Seminari







“MITOLOGIE DELLA PSICHE”Aula Magna Liceo Scientifico Boggio Lera, ingresso via Quartarone 3 (via Vittorio Emanuele 346) - Catania





III) Sabato 24 Marzo 2012 ore 9.30/12.30
RIABILITARE NARCISO: UNA CURA OMEOPATICA DEL NARCISISMO



di Luigi Turinese




Modera: Giuseppe Castagnola9.30/10.00 Video: "Lo specchio d'acqua di Narciso" di Gianna TarantinoPresentazione del Mito: Antonella Russo
10.00/11.00 Relazione:
Luigi Turinese
11.00/11.30 Pausa
11.30/12.00 Suggestioni archetipiche:
Matteo Allone, Giusi Polizzi12.00/12.30 Discussione

martedì 13 dicembre 2011

In Memoria di James Hillman - il 16 dicembre 2011 a Roma

La Rivista dei Dioscuri


In Memoria di James Hillman

(Foto di Gianna Tarantino)




Venerdì 16 dicembre 2011
ore 17.00

Sala Pietro da Cortona
Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio, Roma

Saluto di
Francesco Antonelli

Introduce:
Luigi Zoja






Intervengono:
Marina Beer
Flavia D’Andreamatteo
Magda Di Renzo
Antonietta Donfrancesco
Francesco Franci
Federico Gizzi
Elena Liotta
Grazia Marchianò
Riccardo Mondo
Fabrizio Petri
Silvia Ronchey
Carla Stroppa
Marta Tibaldi
Luigi Turinese

Conclusioni:
Marcello Pignatelli

Ingresso libero fino ad esaurimento posti







Con il Patrocinio di:





Le immagini:








martedì 15 novembre 2011

Prefazione a "SOGNO ARCANO", di Riccardo Mondo e Rossella Jannello

Riccardo Mondo e Rossella Jannello, "Sogno arcano", Edizioni La Parola, Roma 2011



Prefazione di Luigi Turinese

L’amicizia che da tre lustri mi lega a Riccardo Mondo si è sviluppata e continua a svilupparsi a partire da molteplici fili, tutti nutriti da una forte coloritura affettiva: come ci si deve attendere in ogni autentica amicizia. Tuttavia, anche a causa della comune appartenenza professionale, è innegabile che l’amore di entrambi per le variegate espressioni della psiche – una vera e propria psychophilìa – costituisca il nostro legame più forte.

Il frutto maturo e compiuto di tale legame è costituito senza dubbio dal concepimento, dall’elaborazione e dalla pubblicazione, nel 2004, di Caro Hillman... Venticinque scambi epistolari con James Hillman (Bollati Boringhieri), volume appassionatamente curato a quattro mani.
In questi quindici anni, oltre alla pubblicazione di quel libro, ha preso vita un piccolo sistema solare fatto di Convegni, Seminari, creazione di Associazioni Culturali (Crocevia, Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica, noto come IMPA) con i rispettivi siti Web; e naturalmente anche di espressioni di creatività individuale, ciascuno di noi avendo sviluppato strumenti e interessi personali.

Dei miei oggetti di studio taccio, perché parlarne esulerebbe dallo scopo di questa prefazione. Devo invece raccontare di quante volte, assistendo al lento e inesorabile accumulo, da parte di Riccardo, di materiale riguardante il sogno, lo abbia esortato a farne un libro. A essere sincero, io lo avrei fatto da tempo… Mi stupiva, invece, una sua certa reticenza, che attribuivo – con una qualche ragione – al suo leggendario perfezionismo. Forse, però, vi era anche un grande rispetto per un soggetto universale e universalmente frequentato, che il Nostro giudicava meritevole soltanto di un contributo originale: in alternativa, meglio il silenzio. Una sorta di parafrasi della celebre affermazione di Wittgenstein: “Quanto può dirsi, si può dir chiaro; e su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere” (Tractatus Logico-Philosophicus, proposizione 7).
Tetragono ai miei incoraggiamenti, Mondo doveva però capitolare, come in ogni arroccamento del Logos che si rispetti, di fronte a un travestimento dell’Eros; nel caso specifico, nelle sembianze di un’intervista sul sogno che Rossella Jannello, valente giornalista del quotidiano “La Sicilia”, gli fece nel giugno 2006. Parafrasando questa volta Manzoni, potremmo dire di Mondo: “Lo sventurato rispose”…
L’intervista, opportunamente riportata all’inizio del presente volume, fece da innesco a una rubrica sul sogno che per un anno e mezzo tenne banco su “Vivere”, inserto settimanale del quotidiano, nella quale il dottor Mondo rispondeva a quesiti posti dai lettori sulle loro esperienze oniriche. L’originalità della rubrica consisteva nel fatto che Jannello, ottima giornalista ma anche appassionata tarologa, commentava il sogno e la risposta con l’esposizione delle valenze simboliche di un Arcano Maggiore in qualche modo connesso al tema della lettera.
Un gioco, in apparenza; in realtà, nel senso di Jung, una amplificazione, ovvero l’uso di immagini universali al fine di approfondire il contenuto del simbolismo onirico.
Jannello ha rivelato grande abilità nel riuscire a corredare decine e decine di sogni ogni volta con l’Arcano più appropriato, avendo a disposizione un numero limitato di immagini (ventidue, per la precisione), senza mai essere ripetitiva.

Bisogna dire che il libro che state per leggere, tuttavia, non è la mera stampa della rubrica che ha animato per diciotto mesi il periodico “Vivere”. Per far questo sarebbe bastato un tipografo, senza scomodare un editore avvertito come Appunti di Viaggio. Perché Sogno Arcano venisse alla luce, i due Autori hanno dovuto operare un lavoro certosino che desse al materiale, ricco ma informe, una cornice adeguata: una forma, appunto. Dal momento che le questioni poste dai lettori, per quanto di varia natura, percorrevano un numero di binari limitato, si è voluto dare un nome a tali binari.
Ne sono risultate otto aree tematiche, all’interno delle quali sono state ordinate le lettere con le relative risposte e la descrizione dell’Arcano che meglio le amplifica di volta in volta. Il lettore si trova così di fronte a temi onirici squadernati in categorie universali (archetipiche, per usare il linguaggio junghiano), che dunque con ogni probabilità lo hanno riguardato, lo riguardano o lo riguarderanno.

Non mancano note tecniche (perché si sogna, perché non si sogna, struttura “drammatica” del sogno, valore dell’Ombra, ecc…), spiegate tuttavia con linguaggio facilmente accessibile: giornalistico, appunto.
Conclude il libro un interessante Questionario sui sogni , tuttora in corso, cui hanno finora risposto seicentocinquanta persone; chi volesse parteciparvi può entrare nel sito dell’Associazione Crocevia .


Luigi Turinese

In foto: "Inseguendo le luci"

Prefazione a: "Sogno arcano", Riccardo Mondo e Rossella Jannello, Edizioni La Parola, Roma 2011, pp 7-9

Vai alla scheda editoriale del libro

Vai al Blog "Sogno Arcano" di R. Mondo e R. Jannello

James Hillman a Catania il 5 Aprile 2006: Nasce l'Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica - Video

§
Video: James Hillman a Catania 5 Aprile 2006
Progetto e montaggio di Gianna Tarantino
Riprese di Nicoletta Agostini




Catania, Monastero dei Benedettini, 5 aprile 2006
In occasione degli 80 anni di James Hillman, nasce l'Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica , di cui J.H. è stato il Presidente Onorario.


Vai al sito dell'Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica


martedì 24 maggio 2011

Una cura immaginativa?

Una cura immaginativa?
Appunti per l'intervento introduttivo al seminario residenziale IMPA "Elementi immaginali della cura"

di Luigi Turinese

“L’immaginazione è più
importante della
conoscenza. La
conoscenza è limitata,
l’immaginazione
abbraccia il mondo,
stimolando il progresso,
facendo nascere
l’evoluzione


Citato in George Sylvester Viereck, What Life Means to Einstein, The Saturday
Evening Post, 26 ottobre 1929, p. 17)



“L’anima non pensa mai senza immagini” Aristotele (384-322a.C.)
Nel De Anima, l’immaginazione è posta tra percezione (to aisthetikon) e intelletto (nous)

Per Plotino (204-270)
l’anima è uno stadio intermedio tra nous e physis.


“L’anima sta a mezzo
tra gli esseri superiori e
quelli inferiori, poiché
l’Amore, come già nel
Convito platonico, è
una forza attiva che
lega tutte le cose.
L’anima è il centro della
natura”


Marsilio Ficino (1433-1499)

La mistica islamica descrive un mondo intermedio (’âlam al-mithâl )
dove nascono i sogni e le visioni dei mistici e dei poeti.

Ibn ‘Arabī (1165-1240)


H. Corbin (1903-1978)
Studioso dell’Islam esoterico, postula l’esistenza di un mundus archetypalis o imaginalis, ponendo gli archetipi come strutture fondamentali dell’immaginazione.

Cura immaginativa o cura aniconica?


“Gli anni più importanti
della mia vita furono
quelli in cui inseguivo le
mie immagini interne.
In quegli anni si decise
ciò che era essenziale
[…] I dettagli successivi
sono soltanto
completamenti e
chiarificazioni del
materiale
che scaturì
dall’inconscio…”
(C.G.Jung - Ricordi, sogni, riflessioni)

“Esistono due forme
del pensare: il
pensare indirizzato,
e il sognare o
fantasticare. Il
primo, operando
con gli elementi del
linguaggio, serve a
comunicare ed è
faticoso. Il secondo opera
senza sforzo,
spontaneamente e guidato da
motivi inconsci”
(C. G. Jung, Simboli della
trasformazione, 1912/1952)

“Durante tutta la nostra
vita possediamo,
accanto al pensare
indirizzato, un pensare
fantastico. Attraverso il
pensare con fantasie si
stabilisce il collegamento
tra il pensare indirizzato e
gli ‘strati’ più antichi dello
spirito umano”

(C. G. Jung, Simboli della
trasformazione, 1912/1952)

“I prodotti della fantasia
che impegnano
direttamente la
coscienza sono in
primo luogo le fantasie
diurne; poi i sogni.
Infine vi sono sistemi di
fantasie per così dire
totalmente inconsci che
mostrano una tendenza a
costituire una personalità a
parte”

(C. G. Jung, Simboli della
trasformazione, 1912/1952)

“Quanto siamo venuti
dicendo indica
quanto i prodotti
derivati dall’inconscio
abbiano in comune
con il mito”
(C. G. Jung, Simboli della
trasformazione,1912/1952)


Tema natale di Jung

Le immagini vanno e vengono, come nei sogni; e come il sognatore è nel suo sogno, così chi immagina non ha le immagini bensì è nelle immagini medesime.

“L’opus fondamentale
della terapia non è
tanto l’analisi
dell’inconscio quanto la
conservazione,
l’esplorazione e la
vivificazione
dell’immaginazione e delle
intuizioni che da essa
derivano
" (J. Hillman: “Saggi sul Puer”)


Se è vero che ogni paziente ha un disturbo dell’immaginazione, ogni cura passa per un recupero dell’immaginazione.

“La capacità della
psicoterapia di guarire
dipende dalla sua capacità
di ri-raccontarsi, in
rinnovate letture
immaginative delle sue
stesse storie”
(J. Hillman – Le storie che curano)



E di nuovo cambio casa di nuovo cambiano le cose di nuovo cambio luna e quartiere come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere cambio posto e chiedo scusa ma qui non c'è nessuno come me. …...........................................………….
E vendo casa per un motore la soluzione è la migliore un motore certamente può tirare la mia fantasia un po' danneggiata e da troppo parcheggiata e poi cambiare casa come cambiano le cose così. ………………………………………….. E gira, gira e gira, gira si torna ancora in primavera e mi trova che non ho concluso niente io l'amore l'avevo in mente ma ho conosciuto solo gente e posso solo andare avanti fintanto che nessuno è come me.
…………………………………………….. (I. Fossati – E di nuovo cambio casa, 1979)


“Le gambe delle donne
sono dei compassi che
misurano il globo
terrestre in tutte le
direzioni, donandogli il
suo equilibrio e la sua
armonia
” (da "L'uomo che amava le donne" di F. Truffaut)

Tutto è primariamente immagine, a partire dalla fisiognomica, nostra e del paziente.
Essa rivela, tanto quanto il tipo psicologico.

Nella Bibbia, Dio rivela le proprie volontà attraverso i sogni; e nei sogni si rivelano tutte le nostre istanze creative.

“Ci si risveglia ancora in questo
corpo attuale
Dopo aver viaggiato dentro il
sonno
L'inconscio ci comunica coi sogni
Frammenti di verità sepolte
” (F. Battiato – Caffé de la Paix, 1993)

Una cura immaginativa?
“Ogni sogno si avvera nel modo in cui è
interpretato
” (proverbio islandese)

lunedì 16 maggio 2011

Elementi immaginali della cura - Seminario residenziale

.



Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica

Elementi immaginali della cura
Seminario residenziale
Venerdì 20 e Sabato 21 maggio 2011

Grand Hotel Baia Verde
Acicastello (Catania) Tel 095-491522

Per sua natura, la psiche produce immagini. L’immagine è un dato primario, irriducibile. Aderire a essa è una peculiarità della psicologia archetipica, sin dal lavoro sul sogno. Contattare le modalità immaginali consente l’apparizione di ciò che Hillman chiama
Io immaginale

Magda Di Renzo Responsabile del Servizio
di psicoterapia dell’età evolutiva dell’IDO,
Analista junghiana
Riccardo Mondo Psicologo, Psicologo Analista AIPA,
Presidente IMPA
Lorenzo Ostuni Filosofo, scrittore, simbologo,
artista e autore Tv, creatore del Biodramma
Luigi Turinese Medico, Psicologo Analista AIPA, Presidente Ass. Culturale Crocevia
Claudio Widmann Analista junghiano, docente di
Teoria del simbolismo e di Tecniche dell’immaginario, saggista


Programma
Venerdì 20 maggio 2011

Ore 10.00-11.30
Riccardo Mondo e Luigi Turinese:
Una cura immaginativa?

Imago, video di Gianna Tarantino

Ore 11.30-13.00
Claudio Widmann: Le terapie immaginative

Ore 13.00-15.00 Pranzo

Ore 15.00-16.30
Magda Di Renzo:
Disegnando nei fondali marini.
Elementi arcaici nella psiche del bambino

Ore 16.30-17.00 Pausa

Ore 17.00-18.30

Claudio Widmann e Magda Di Renzo:
Valore delle immagini in psicoterapia: esperienze condivise

Ore 19.00- 20.00
Lorenzo Ostuni:
Magia dei simboli. Simboli allo specchio

Ore 20.00-22.00 Cena

Ore 22.00
Lorenzo Ostuni: Biodramma

Sabato 21 maggio 2011

Ore 9.30-11.00
Lorenzo Ostuni: Dalle Chimere alle Sfingi

Ore 11.15-13.15
Magda Di Renzo e Claudio Widmann:
Il colore vissuto: tradizioni culturali, simbolismi, esperienze

Ore 13.15-15.00 Pranzo

Ore 15.00-17.00
Lorenzo Ostuni e Claudio Widmann:
Sincronicità e sistemi divinatori

Ore 17.00-18.00

Luigi Turinese e Riccardo Mondo:
Conclusioni




Sito web: http://www.archeimpa.it/
Segreteria organizzativa: Gianna Tarantino


Leggi l'intervento di Luigi Turinese: "Una cura immaginativa?"

Guarda le immagini del seminario

"Imago", video di Gianna Tarantino

lunedì 8 novembre 2010

Jung, la scienza e la saggezza - Giornata di studio


Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica IMPA




Società Italiana di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia SIPNEI

Con il patrocinio di
CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e
ARPA (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica)

In ricordo di un grande maestro contemporaneo
a 50 anni dalla morte

Jung, la scienza e la saggezza

Giornata di studio

Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19, Roma
20 novembre 2010 ore 9.30-19.00

Programma

ore 9.30-10.10
Apertura dei lavori, Saluti del Presidente dell'AIPA Gianni Nagliero e del CIPA Marino De Marinis
ore 10.10-10.40

Jung, una radice forte e feconda per il paradigma della psiconeuroendocrinoimmunologia
Francesco Bottaccioli
ore 10.40-11.00
After the Big Bang, tracce di Jung Luigi Turinese
ore 11.00-11.20
Incontrare Jung: l'esperienza di un medico Marina Risi
ore 11.20-11.40
Coffee Break
ore 11.40-12.00
Jung e lo spirito della Fiaba: come perdersi nel bosco e ritrovarsi nella stanza dell'analista Cinzia Caputo
ore 12.00-12.20
Cura e processo di individuazione in Carl Gustav Jung Riccardo Mondo
ore 12.20-12.50
L'universo junghiano nelle immagini: videoclip a cura dell'IMPA
ore 12.50-13.15
Discussione
ore 13.15-15.30
Pausa pranzo

ore 15.30-15.50
Dal sintomo alla ricerca di senso: Jung e le immagini Magda Di Renzo
ore 15.50-16.10
L'integrazione degli affetti in psicoanalisi. Dall'alexitimia all'Anima Ferruccio Vigna
ore 16.10-17.40
Dal profondo dell'Anima Werner Weick
Documentario sulla vita, i luoghi, la famiglia di Jung (1993)
ore 17.40-18.00
Conclusioni, riflessioni, proposte David Lazzari


Relatori
Francesco Bottaccioli Filosofo della scienza, docente di Psiconeuroendocrinoimmunologia
Cinzia Caputo Psicologo Analista AIPA, SIPNEI, Napoli
Magda Di Renzo Psicolo Analista CIPA, Roma
David Lazzari Psicologo, Responsabile Servizio psicologia Azienda ospedaliera Terni, Presidente SIPNEI, Terni
Riccardo Mondo Psicologo Analista AIPA, IMPA, Catania
Marina Risi Medico, Vicepresidente SIPNEI, Roma
Luigi Turinese Medico, Psicologo Analista, AIPA, IMPA, SIPNEI, Roma
Ferruccio Vigna Medico, Psicologo Analista, Presidente ARPA, Torino
Werner Weick Regista, documentarista, Svizzera
L'iscrizione è gratuita fino ad esaurimento posti

domenica 5 settembre 2010

Le immagini e l'intervento di Luigi Turinese al 18th International Congress of the IAAP - 22 Agosto 2010




COSMOS /CULTURE /CLINIC: the Moves and Ideas of Archetypal Psychology. A long and pleasant conversation






Starting from Hillman’s idea of a roundtable among eight friends involved in some ways in Archetypal Psychology, I identified five themes about which to share reflections as many midrashim.


1.
An imaginal community
In a famous conversation with Michael Ventura, Hillman says: “Convivo, ergo sum”. Thinking about Hillman’s idea of this roundtable, I wonder what its epistrohé is. Let’s remember the beginning of Plato’s Fedro. Socrates is invited to sit down under a great tree in a wonderful garden to start the dialogue about Beauty. We are here in Montreal to homage beauty of ideas, together with James/Socrates. A group, not single monads, a Gemeinschaft held together by an fluid erotic fluid network.




I re-read many interviews given by Hillman in the 80s and in the 90s. He often speaks about an imaginal community of friends loving one another, a polytheistic group banded together by ideas and friendship. Friendship: the great neglected of Psychoanalysis, taken over by Archetypal Psychology.



Kosmos means also discipline, shape, right order: in a certain sense, our roundtable shows a sort of kosmos. We are sitting round a table whose chief is James/King Arthur




2. North and South
What does Hillman mean when he says that Archetypal Psychology starts in the South and that his ideas come from a Mediterranean fantasy? Maybe also psychological schools obey to a geographic fantasy. So, I kept the heritage of this idea and in 2006 I founded in Sicily the Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica(IMPA) with Riccardo Mondo

By the way, Hillman has been so often to Italy, particularly to Rome, without fainting… He has been neither afraid nor shy to face Mediterranean history. Regarding the metaphor of the cardinal points, we can compare the fantasies produced by “Northern Psychology” with the ones linked to a “Mediterranean point of view”: North suggests a moralistic, ego-centred psychology, stressing the myth of hero and consequently focusing on the Great Mother, whereas South points out a polytheistic psychology involving an ego low position and “side-effects” – including a vanishing division between self and things – usually ascribed to “Eastern Philosophy”. Therefore, Archetypal Psychology doesn’t need eastern formulations like the Zen ones: it includes them.



3. Polytheism/Enotheism
Mediterranean fantasy involves not only ancient Greece but also Renaissance culture: they are both expression of a polytheistic aesthetic-centred sensitivity (aesthetic is an adjective meaning sensitiveness). Odysseus is called polytropos (a sort of multitasking man…). Artists and philosophers of Renaissance are pansophical, searchers of a whole knowledge, refusing any specialization, acting a polytheistic fantasy. Psychological polytheism unhinges the self-centrality: it involves strong consequences both in personal lives and in therapy.




An interesting version of polytheism is the so called enotheism (F. Schelling, M. Müller), according to which each god is worshipped one at a time. Actually, this perspective gathers both monotheism and polytheism: each temple at a time.




4. Archetypal therapy
Hillman describes the room of the analysis as a revolutionary place. Is it still revolutionary? Can it go on moving towards open-minded solutions? According to the literary theorist Fredric Jameson, known for his studies on Postmodernism, the “story telling” is the main function of human mind. Doesn’t it occur to somebody that the thesis of Healing fiction is very similar? So, an archetypal therapy mainly shoots for developing an increasing capacity to create images. I’m thinking about two “clinical cases” occurred in my practice in the last ten years: two women who found out an artistic skill during the psychotherapy: an authentic skill, so that now they usually take part in exhibitions. One of them has become photographer, the other sculptress. Point out that I don’t take pictures neither sculpt. It was really a maieutic, socratic process: their acorn appeared.
Hillman wrote somewhere: “Psyche only moves by means of ritual”. The ritual is necessary to throw something up; in these cases, it was necessary to reveal their artistic inclinations, to reveal to them Aphrodite as psychè tou kosmou. Archetypal psychotherapy doesn’t judge but loves everything is arising. The so called therapist and the so called patient both say yes to the life as it occurs.



Even psychic fragmentation has its epistrophé rather than being a simple diagnosis: that is the removed primary polytheism. Polytheism is also the theoretical basis of a clinical pluralism and of a clinical opportunism close to Riccardo Mondo ’s idea of variable setting.




As a medical doctor, I also appreciate the emphasis on Dionysian medicine which offers an interesting perspective to a psychosomatic physiopathology: the body is the theatre and the organs are the characters on the stage. Besides, both in a medical and in a psychoanalytical setting, we give importance to how the patient breathes, moves, gets dressed: in one word, to his physiognomic.



5. Religious elements in Archetypal Psychology




Imagination has a religious nature. Psychological faith is faith into soul’s reality.
Let’s think about the role of imagination in Renaissance philosophers of nature, starting from Bernardino Telesio (by the way, Sicilian musician Franco Battiato is writing an Opera about him). The importance of Neoplatonism for these philosophers has been stressed by Hillman in several works. If archetypes are the primary and universal form of psychic working, each personal experience is a secondary phenomenon revealing its primary background, that is the correspondent archetype.




The task of Archetypal Psychology is revealing the archetypal pattern of human behaviour. The work of “de-literalization” brings to “seeing through” everything, so that events get meaningfulness and become experiences. In a certain sense, there is a double reality: one is meaningless, literal, accidental; the other one is hidden and meaningful.
The soul can go back to Primary Reality by epistrophé, a Neoplatonic concept which describes the return to the primary image of each phenomenon. Corbin compares Neoplatonic epistrophé and Muslim ta’wil. We are on the borderline of a Gnostic mysticism involving something like Christian kenosis, a process able to empty ego, ontology, substantiality.
I know Hillman’s worry for keeping an immanent psychology; nevertheless, according to me Archetypal Psychology can lead very close to an apophatic mysticism.



Luigi TurineseAIPA, Italy, member of the panel with





James Hillman (IRSJA)
Gustavo Barcellos (AJB)
Ann Casement (BAP, JPA)
Kazuhiko Higuchi (AJAJ)
Stan Marlan (PSJA, IRSJA)
Sherry Salman (JPA)
David Tacey (La Trobe University, Australia)



L'intervento in Italiano:

COSMO/CULTURA/CLINICA: I Movimenti e le idee della Psicologia Archetipica. Una lunga e piacevole conversazione.

Prendendo le mosse dall’idea di Hillman di una tavola rotonda tra otto amici impegnati in qualche modo con la Psicologia Archetipica, ho identificato cinque temi sui quali condividere delle riflessioni come altrettanti midrashim.

1. Una comunità immaginale
In una famosa conversazione con Michael Ventura, Hillman afferma: “Convivo, ergo sum”. Riflettendo sull’idea di questa tavola rotonda, mi chiedo quale sia la sua epistrophé. Richiamiamo alla mente l’inizio del Fedro platonico. Socrate viene invitato a dare inizio al dialogo sulla Bellezza. Noi siamo qui a Montreal per rendere omaggio alla bellezza delle idee, insieme con James/Socrate. Un gruppo, non singole monadi, una Gemeinschaft tenuta insieme da una rete erotica fluida.

Ho riletto molte interviste concesse da Hillman negli anni ’80 e negli anni ’90. Egli parla spesso di una comunità immaginale di amici che si amano l’un l’altro, un gruppo politeistico tenuto insieme dalle idee e dall’amicizia. L’amicizia: la grande negletta della Psicoanalisi, riportata in auge dalla Psicologia Archetipica.

Kosmos significa anche disciplina, forma, giusto ordine: in un certo senso, la nostra tavola rotonda esprime una sorta di kosmos. Siamo seduti intorno a una tavola il cui capo è James/Re Artù…

2. Nord e Sud
Che cosa intende Hillman quando afferma che la Psicologia Archetipica ha le sue radici nel Sud e che le sue idee traggono origine da una fantasia mediterranea? Forse anche le scuole psicologiche obbediscono a una fantasia geografica. Così, ho raccolto l’eredità di questa idea e nel 2006 ho fondato in Sicilia, con Riccardo Mondo, l’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica (IMPA).
Tra l’altro, Hillman è venuto spesso in Italia, in particolare a Roma, senza svenire mai… Egli non è mai stato intimorito né intimidito al cospetto della storia del Mediterraneo.

Utilizzando la metafora dei punti cardinali, possiamo paragonare le fantasie prodotte dalla “Psicologia del Nord” con quelle legate a un “punto di vista mediterraneo”: il Nord suggerisce una psicologia moralistica, centrata sull’ego, con un’enfasi sul mito dell’eroe e con la conseguenza di mettere al centro la Grande Madre, mentre il Sud mette in evidenza una psicologia politeistica che porta con sé una bassa posizione dell’ego ed “effetti collaterali” – inclusa una divisione sfumata tra il sé e gli oggetti – abitualmente ascritta alla “Filosofia Orientale”. Pertanto, la Psicologia Archetipica non ha bisogno di formulazioni orientali come quelle dello Zen, perché le include.

3. Politeismo/Enoteismo
La fantasia mediterranea coinvolge non soltanto l’antica Grecia ma anche la cultura rinascimentale: esse sono entrambe espressione di una sensibilità centrata sull’estetica (estetico è un aggettivo il cui significato richiama l’idea di sensibilità).

Odysseo è chiamato polytropos (una sorta di uomo polivalente…). Gli artisti e i filosofi del Rinascimento sono pansofi, alla ricerca di una conoscenza unitaria, contrari a ogni specializzazione e capaci di mettere in scena una fantasia politeistica. Il politeismo psicologico scardina la centralità egoica: esso implica conseguenze degne di nota sia sul piano personale sia su quello terapeutico.
Una interessante versione del politeismo è il cosiddetto enoteismo (F. Schelling, M. Müller), secondo il quale ciascun dio è adorato, uno alla volta. In verità, questa prospettiva tiene insieme il monoteismo e il politeismo: un tempio alla volta.

4. Terapia archetipica
Hillman descrive la stanza dell’analisi come un luogo rivoluzionario. Lo è ancora? Può continuare a spingere verso soluzioni di apertura mentale? Secondo il critico letterario Fredric Jameson, conosciuto per i suoi studi sul Postmodernismo, il “narrare storie” costituisce la principale funzione della mente umana. Non si tratta di una tesi molto simile a quella sostenuta ne Le storie che curano? Così, una terapia archetipica punta soprattutto a sviluppare una crescente capacità di creare immagini. Questo fatto richiama alla mia mente due “casi clinici” occorsimi negli ultimi dieci anni: due donne con sintomi piuttosto comuni che hanno scoperto di avere un talento artistico durante la psicoterapia: un talento autentico, tanto da partecipare ormai abitualmente a mostre. Una di loro è divenuta fotografa, l’altra scultrice. Si tenga presente che io non scatto foto né scolpisco. Si è trattato di un autentico processo maieutico: la loro ghianda è apparsa. Hillman ha scritto da qualche parte: “La psiche si muove soltanto per mezzo di rituali”. Il rituale è necessario a far emergere qualcosa; nei casi descritti, esso fu necessario per rivelare le loro inclinazioni artistiche, per rivelare loro Afrodite come anima del cosmo.

La psicoterapia archetipica non è giudicante ma ama ogni cosa appaia. Il cosiddetto terapeuta e il cosiddetto paziente dicono entrambi sì alla vita così come si presenta. Persino la frammentazione psichica possiede una sua epistrophé piuttosto che essere una semplice diagnosi: essa allude al politeismo primario rimosso.
Il politeismo è anche la base teorica di un pluralismo e di un opportunismo clinici vicini all’idea di Riccardo Mondo di un setting variabile.

Come medico, apprezzo anche l’enfasi posta sulla medicina dionisiaca, che offre un’interessante prospettiva nei confronti di una fisiopatologia psicosomatica: il corpo è il teatro e gli organi sono i personaggi sul palcoscenico. Inoltre nel setting – sia esso medico o psicoanalitico – diamo importanza a come il paziente respira, si muove, si veste: in una parola, alla sua fisiognomica.


5. Elementi religiosi nella Psicologia Archetipica
L’immaginazione ha una natura religiosa. La fede psicologica è fede nella realtà dell’anima. Riflettiamo sul ruolo dell’immaginazione nei filosofi della natura rinascimentali, a partire da Bernardino Telesio (a proposito, il musicista siciliano Franco Battiato sta scrivendo un’opera lirica su di lui). L’importanza del Neoplatonismo per questi filosofi è stata sottolineata da Hillman in numerosi lavori. Se gli archetipi sono la forma primaria e universale del lavoro psichico, ogni esperienza personale è un fenomeno secondario che rivela il suo retroterra primario, che è costituito dall’archetipo corrispondente. Il compito della Psicologia Archetipica consiste nel rivelare il modello archetipico del comportamento umano. Il lavoro di “deletteralizzazione” porta a “vedere in trasparenza” ogni cosa, così che gli eventi acquisiscono significato e divengono esperienze.

In un certo senso, la realtà è doppia: una è insensata, letterale, accidentale; l’altra è nascosta e piena di significato. L’anima può tornare alla Realtà Primitiva attraverso l’epistrophé, concetto neoplatonico che descrive il ritorno all’immagine primaria di ogni fenomeno. Corbin paragona l’epistrohé neoplatonica al ta’wil musulmano.

Siamo sul limitare di un misticismo gnostico che implica qualcosa di simile alla kenosis cristiana, un processo in grado di svuotare l’ego, l’ontologia, la sostanzialità. Conosco la preoccupazione di Hillman di mantenere una psicologia immanente; cionondimeno, secondo me la Psicologia Archetipica può condurre molto vicino a un misticismo apofatico.


Luigi Turinese – AIPA, Italia, membro del panel con

James Hillman (IRSJA)
Gustavo Barcellos (AJB)
Ann Casement (BAP, JPA)
Kazuhiko Higuchi (AJAJ)
Stan Marlan (PSJA, IRSJA)
Sherry Salman (JPA)
David Tacey (La Trobe University, Australia)

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