La qualità maggiore di un buon medico è un'estrema capacità di attenzione, perché la medicina è sopra ogni altra cosa un'arte dell'osservare

Contatti

Roma Piazza N. Longobardi 3, Tel: 06 51607592
email: dottluigiturinese@gmail.com

lunedì 26 marzo 2012

Le Recensioni di L.T. - "Orientalia. Catalogo n.1" Libreria Aseq

Libreria Aseq, "Orientalia. Catalogo n.1", Roma 1995, pp.160

Da un ventennio, silenziosamente, svolge a Roma la sua preziosa, meritoria opera una libreria sui generis, per lo meno rispetto al corrente modo mercantile e consumistico di intendere il libro. Alla libreria Aseq, difatti, non si va solo a comprare gli ambiti oggetti cartacei, ma anche a respirare con i librai nel ruolo di danteschi Virgilii, un clima di ricerca spirituale.

L'ultima iniziativa della libreria va assolutamente segnalata: un catalogo molto esteso di tutto ciò che è reperibile nell'ambito degli studi orientalistici, con l'intento di fornire una "mappa in cui si intrecciano gli infiniti percorsi della ricerca spirituale" (dalla presentazione).

E' un elenco ragionato, diviso in sezioni, comprendente anche libri in lingua straniera e completato da un indice degli autori.
A questo primo catalogo ne seguiranno altri due, uno dedicato alle cosiddette "discipline arcane" (alchimia, astrologia, ecc ...) e l'altro alla spiritualità occidentale.

I cataloghi saranno inviati gratuitamente a chi ne farà richiesta alla libreria Aseq.


Luigi Turinese


In foto: "Scapigliatura"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

Le Recensioni di L.T. "Religione o psicoterapia?" (a cura di) M. Aletti

Mario Aletti (a cura di), "Religione o psicoterapia? Nuovi fenomeni e movimenti religiosi alla luce della psicologia" Libreria Ateneo Salesiano, Roma 1994, pp. 404

Mario Aletti
è Presidente della Società Italiana per la Psicologia della Religione. Oltre che curatore del presente volume, resoconto del V Convegno (ottobre 1994) della Divisione "Psicologia e Religione" della SIPs (Società Italiana di Psicologia), egli è autore della relazione pubblicata in appendice ("Esperienza religiosa, linguaggio religioso e differenza di genere"), presentata al VI Symposium Europeo di Psicologia della Religione tenutosi in Svezia nel 1993.

Nel volume sono raccolte una trentina di relazioni divise in sette sezioni e dovute ad un gruppo eterogeneo di studiosi, da storici delle religioni a psicologi e psicoterapeuti di varie tendenze. Colpisce l'assenza di relatori di estrazione junghiana, dato che C.G.Jung si occupò dell'argomento a più riprese, e nel 1957 tenne anche un ciclo di conferenze pubblicate l'anno successivo proprio con il titolo "Psicologia e religione".

Per non fare torto a nessuno non scenderemo in particolari. Facciamo un'eccezione per David Meghnagi ("L'immaginario ebraico e la psicoanalisi", pp. 369-378), non solo per menzionare uno degli studiosi freudiani più originali oggi in circolazione, quanto per il tema trattato, pietra angolare del pensiero psicoanalitico e, all'epoca dei pionieri, fonte di fertili discussioni, non prive di spunti equivocabili su psicologia ebraica e psicologia "ariana".


Luigi Turinese


In foto: "Cave!"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

Le Recensioni di L.T. - "Toccare la pace. La pratica dell'arte di vivere con consapevolezza", di Thich Nath Hahn

Thich Nath Hahn, "Toccare la pace. La pratica dell'arte di vivere con consapevolezza", Ubaldini Editore, Roma 1994, pp.112

Come sempre per i grandi personaggi - e non c'è dubbio che Thich Nath Hahn lo sia - è in agguato il rischio che l'editoria raschi il fondo del barile per dare alle stampe ogni tratto di penna e ogni esternazione.

Questo fenomeno ci pare in corso anche per il Nostro. Che cosa dire di questo "Toccare la pace"?
Tanto è l'anelito di Thich Nath Hahn alla pace, che assistiamo a un sesto capitolo ("Trattato di pace") in cui lo spirito di pace viene letteralizzato in un vero e proprio trattato, con tanto di firma da apporre (!) da parte dei sottoscriventi.
Non c'è dubbio che ciò possa avere una rilevanza pratica, e costituisce addirittura un "mezzo abile". Ma una cosa è vivere in una comunità in cui ogni esperienza può trasformarsi in un passo di avvicinamento tra le persone; altra cosa è leggere in un libro un modulo da controfirmare, "Messaggio di Pace" (pag. 57).
Se mancano delle specificazioni contestuali (siamo in un monastero, siamo nel corso di un ritiro, e così via), riesce difficile assimilare la sostanza dell'importante messaggio.


Luigi Turinese


In foto: "Golfo mistico"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

domenica 18 marzo 2012

"Riabilitare Narciso. Una cura omeopatica del narcisismo" di Luigi Turinese a Catania, Mitologie della Psiche








“MITOLOGIE DELLA PSICHE”
Aula Magna Liceo Scientifico Boggio Lera, ingresso via Quartarone 3 (via Vittorio Emanuele 346) - Catania






III) Sabato 24 Marzo 2012 ore 9.30/12.30
RIABILITARE NARCISO: UNA CURA OMEOPATICA DEL NARCISISMO



di Luigi Turinese




Modera: Giuseppe Castagnola
9.30/10.00 Video: "Lo specchio d'acqua di Narciso" di
Gianna Tarantino
Presentazione del Mito:
Antonella Russo

10.00/11.00 Relazione:
Luigi Turinese

11.00/11.30 Pausa
11.30/12.00 Suggestioni archetipiche:
Matteo Allone, Giusi Polizzi
12.00/12.30 Discussione

Mitologie della Psiche 2012 - II Ciclo di Seminari - a Catania









“MITOLOGIE DELLA PSICHE”
Aula Magna Liceo Scientifico Boggio Lera, ingresso via Quartarone 3 (via Vittorio Emanuele 346) - Catania











Programma

I) Sabato 28 Gennaio 2012 ore 9.30 / 12.30
MERCURIUS: LO SPIRITO DELL’INCONSCIO
Modera: Riccardo Mondo
9.30/10.00 Video: Marinella Calabrese
Introduzione al Mito:
Mario Tambone

10.00/11.00 Relazione: Bob Mercurio

11.00/11.30 Pausa
11.30/12.00 Suggestioni archetipiche: Fabrizia Vinci, Lilia Di Rosa
12.00/12.30 Discussione

II) Sabato 25 Febbraio 2012 ore 9.30/12.30
IL GUARITORE FERITO E LA SUA OMBRA
Modera:
Luigi Turinese
9.30/10.00 Video: Marisa Capace
Presentazione del Mito:
Alfonso Sottile

10.00/11.00 Relazione: Riccardo Mondo

11.00/11.30 Pausa
11.30/12.00 Suggestioni archetipiche:
Giusy Porzio , Antonio Napoli
12.00/12.30 Discussione

III) Sabato 24 Marzo 2012 ore 9.30/12.30
RIABILITARE NARCISO: UNA CURA OMEOPATICA DEL NARCISISMO
Modera: Giuseppe Castagnola
9.30/10.00 Video: Gianna Tarantino
Presentazione del Mito:
Antonella Russo

10.00/11.00 Relazione: Luigi Turinese

11.00/11.30 Pausa
11.30/12.00 Suggestioni archetipiche: Matteo Allone, Giusi Polizzi
12.00/12.30 Discussione

IV) Sabato 26 Maggio 2012 ore 9.30/12.30
EDIPO RIVISITATO
Modera: Salvo Pollicina
9.30/10.00 Video: Ele
onora Chicarella e Loredana Zappalà
Presentazione del Mito:
Gabriella Toscano

10.00/11.00 Relazione: Magda Di Renzo

11.00/11.30 Pausa
11.30/12.00 Suggestioni archetipiche:
Raffaella Bonforte, Simona Carfì
12.00/12.30 Discussione












Relatori:
MATTEO ALLONE Psichiatra, Psicologo Analista AIPA, socio IMPA
RAFFAELLA BONFORTE Psicologo Psicoterapeuta
MARINELLA CALABRESE Docente di fisica, Psicologo
MARISA CAPACE Video Performer
SIMONA CARFI’ Psicologo Psicoterapeuta
ELEONORA CHICARELLA Psicologo Psicoterapeuta
GIUSEPPE CASTAGNOLA Psichiatra Psicoterapeuta, socio IMPA
MAGDA DI RENZO Psicologo Analista CIPA, direttore scuola di psicoterapia per l’età evolutiva Istituto di Ortofonologia
LILIA DI ROSA Psicologo Psicoterapeuta ; Presidente ass. Contanimare
ROBERT MERCURIO Psicologo Analista ARPA
RICCARDO MONDO Psicologo Analista AIPA, Presidente IMPA
ANTONIO NAPOLI Psichiatra Psicoterapeuta
GIUSI POLIZZI Psicologo Psicoterapeuta, socio IMPA
SALVO POLLICINA Neuropsichiatra Infantile Psicoterapeuta
GIUSY PORZIO Psichiatra Psicoterapeuta
ANTONELLA RUSSO Psicologo, psicoterapeuta, socio in formazione CIPA, socio IMPA
ALFONSO SOTTILE Psicologo Psicoterapeuta
MARIO TAMBONE REYES Medico, allievo CIPA
GIANNA TARANTINO Fotografa, Ufficio Stampa IMPA
GABRIELLA TOSCANO Psicologo Psicoterapeuta
LUIGI TURINESE Medico,Psicologo Analista AIPA, Presidente Crocevia
FABRIZIA VINCI Psicologo Psicoterapeuta
LOREDANA ZAPPALA’ Psicologo Psicoterapeuta

domenica 4 marzo 2012

Le Recensioni di L.T. - "Oriente", di I. Osuchowska

Isia Osuchowska, "Oriente", Libreria delle Donne, Milano 1995, pp. 100

Con l'affettuosa introduzione di Natalia Aspesi, ecco la seconda uscita dei "Quaderni di via Dogana", che trattano i più diversi argomentoi, purché sussista il denominatore comune costituito dal mondo femminile.
Non si tratta di un segno retoricamente femminista, bensì di un ognipervadente richiamo a prestare a ciò che le donne fanno nella loro inquieta ricerca, "... a quell'instancabile capacità delle donne di stare insieme e darsi una mano a cercare: non so cosa, ma qualcosa che cerchiamo tutte", come scrive la Aspesi a pag. 4.

Questo "Orienete" è il resoconto, a doisegni corredati da appunti o appunti corredati da disegni?), della IV Conferenza Internazionale delle donne buddhiste, tenutasi a Leh, nel Ladak (India), nell'agosto 1995.

Isia Osuchowska è grafica di formazione (nel 1985 fu consulente grafica per PARAMITA) e mette le sue capacità al servizio di un alleggerimento del contenuto del libro, che sarebbe sicuramente risultato meno accattivante se fosse statoi presentato, in maniera tradizionale, come "Atti del Congresso".
Grazie a Isia, dunque, e cento di questi resoconti!

Luigi Turinese

In foto "Al centro della scena"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

Le Recensioni di L.T. - "La verità prepotente", di F. Gentiloni

Filippo Gentiloni, "La verità prepotente", Manifestolibri, Roma 1995, pp. 64

Nel presente libretto, edito nella collana "Le esche" del Manifesto, una penna appassionatamente critica come quella di Filippo Gentiloni affronta il "fatto religioso" al tramonto del secondo millennio.
La prima constatazione riguarda la presenza delle religioni sul versante di quei problemi (solidarietà, convivenza civile) che le moderne società secolarizzate hanno mostrato di non sapere risolvere.

La seconda riguarda la crisi delle religioni "del libro" nella cosiddetta civiltà dell'immagine, nell'ambito della quale c'è una tale inflazione della carta stampata per cui "se la Bibbia e il Corano sono libri come gli altri, il fatto religioso non può non risentirne" (pag. 20).

Secondo l'opinione di Gentiloni, i problemi del cattolicesimo del duemila sono soprattutto tre: un'etica ideale, soprattutto in campo sessuale, difficilmente praticabile e infatti largamente disattesa; una certa sordità alle tematiche femminili emergenti; soprattutto, infine, un universalismo di facciata, come è precisato nel III capitolo ("La pretesa impossibile"), in cui l'autore esamina, anche dal punto di vista storico-dottrinario, la pretesa cristiana di costituire l'unica verità.
Ma a questo proposito l'autore si chiede (V capitolo, pag 43): " ... un cristiano che rinunci alla pretesa di una verità unica, universale, esclusiva, si può ancora chiamare cristiano?".
Pensandoci bene, non si tratta di una domanda oziosa. Gentiloni ci congeda comunque con un filo di speranza, chiedendo in ultima analisi all'ermeneutica un aiuto per imparare a leggere i testi sacri oltrepssando l'esclusivismo.

Luigi Turinese

In foto "La Reine de la rosée"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

venerdì 2 marzo 2012

Le Recensioni di L.T. - "La Filosofia Perenne", di A. Huxely

Aldous Huxley, "La Filosofia Perenne", Adelphi Edizioni, Milano 1995, pp.430

La poliedricità di un autore coem Aldous Huxley (1894-1963)è testimoniata da una produzione che varia dal romanzo ("Il Mondo Nuovo") al saggio, con influenze culturali che comprendono uno spirito scientifico decisamente moderno (non per niente il nonno era stato un famoso biologo, tra i primi assertori dell'evoluzionismo darwiniano), accanto a suggestioni sapienziali di sapore orientale.
Il suo interesse per le esperienze con gli allucinogeni ("Le porte della percezione"), inoltre, lo mette a buon diritto tra i padri della cultura psichedelica.

"La Filosofia Perenne" è del 1945 e, sotto una denominazione di chiara matrice leibniziana, denuncia la ricerca di una sorta di minimo comun denominatore dell'esperienza spirituale. "La Filosofia Perenne si occupa principalmente dell'unica, divina Realtà consustanziale al mondo molteplice delle cose, delle vite e delle menti. Ma la natura di quest'unica Realtà è tale da non poter essere appresa direttamente e immediatamente se non da coloro che hanno deciso di adempiere certe condizioni, rendendosi pieni di amore, puri di cuore e poveri di spirito ... Solo attraverso gli esperimenti fisici possiamo scoprire la natura intima della materia ... Ed è solo grazie agli esperimenti psicologici e morali che possiamo scoprire l'intima natura della mente ..." (Introduzione, pagg. 13-14).

Il libro consta di 27 capitoli in cui vengono affrontati altrettanti grandi temi della spiritualità "appoggiandoosi" ad ampie citazioni, che l'autore commenta.
Si tratta di citazioni tratte dalla Smitri piuttosto che dalla Shruti, per usare la terminologia induista, che distingue opportunamente la tradizione della verità "ascoltata" (noi diremmo "rivelata").

Questa scelta si rivela intelligente soprattutto per quanto riguarda l'ambito cristiano, perché "... la familiarità con scritture tradizionalmente sacre rende a generare ... una specie di insensibilità reverenziale ... una sordità interiore al significato delle sacre parole" (Introduzione, p. 15).
Della tradizione cristiana sono perciò messi in risalto un Meister Eckhrt, un Ruysbroeck, un Giovanni della Croce; così come nell'ambito dell'Islam è il sufismo ad attirare l'attenzione di Huxley.

Insomma il primato è accordato all'esperienza, e vedere i mistici di ogni tradizione affiacati prescindendo da ogni ordine cronologico o geografico immette in una dimensione atemporale e metaculturale, che è condizione ideale per il manifestarsi della Filosofia Perenne.

Luigi Turinese

In foto "Rotunditas"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

Le Recensioni di L.T. - "Sunyata buddhista e kenosi cristologica in Masao Abe", di A. Rodante

Angelo Rodante, "Suyata buddhista e kenosi cristologica in Masao Abe", Città Nuova Editrice, Roma 1995, pp.96

Il presente, compatto libretto di Angelo Rodante costituisce un'ottima introduzione al pensiero del giapponese Masao Abe e al tempo stesso fornisce una suggestione comparativa basata sull'accentuazione del concetto buddhista di Vuoto e su quello cristiano di Kenosis ("svuotamento").
Masao Abe ha descritto un arco che dal nichilismo di ispirazione nicciana è approdato allo zen, grazie all'incontro con D.T. Suzuki. Fondamentale, come tappa intermedia, è stata la Scuola di Kitaro Nishida, assertore della filosofia del Nulla Assoluto.
Da oltre trent'anni, lo sforzo del professore Abe consiste nel promuovere il dialogo interreligioso, da una prospettiva che il lavoro di Rodante mette bene in rilievo. "Quando noi penetriamo con chiarezza la nozione del Dio kenotico nel cristianesimo e la nozione del "sunyana" dinamico nel buddhismo, cristianesimo e buddhismo possono entrare in un più profondo e creativo dialogo" (pag.31, citazione di un articolo di Masao Abe).

La bibliografia straordinariamente ricca in rapporto alla concisione del volume, consente un approfondimento di un tema affascinante seppure non proprio agevole. L'intento di Rodante è sinceramente volto a costellare una fertile compenetrazione tra pensiero buddhista e pensiero cristiano, al di fuori di ogni retorica dell'incontro. "La sfida buddhista consiste in una chiamata al centramento personale - cioè vivere il proprio essere nel Centro che è Dio - prima di agire nella storia per una riforma sociale. Mentre la sfida del cristianesimo al buddhismo è quella di dar peso all'impegno nella storia come risultato del centramento personale" (pag.77).

Luigi Turinese

In foto: "Servo vostro"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

giovedì 1 marzo 2012

Le Recensioni di L.T. - "Vita di Kodo Sawaki, monaco zen", di G. Sono Fazion

Gianpietro Sono Fazion, "Vita di Kodo Sawaki, monaco zen", La Spiga, Milano 1995, pp. 72

Piccolo omaggio a un grande esponente della tradizione Soto zen, il libretto di Fazion, scritto come al solito in un italiano scorrevole ed elegante, passa in rassegna il percorso di Kodo Sawaki (1880-1965) a partire dalla sua infanzia infelice.

Rimasto orfano ancora bambino, Sawaki fu infatti adottato da una famiglia che viveva ai margini della legalità e della moralità. Per i misteriosi percorsi del karma, e forse anche grazie a un contesto socio-culturale che può dare un senso all'esperienza del dolore, questo precoce contatto con dukkha, accelerò la sua ricerca di pace e conoscenza. La successiva grave ferita subita nel conflitto russo-giapponese del 1905, a cui partecipò come soldato, non fece che confermare la sua percezione dell'impermanenza, che gli rendeva tanto cari i versi del poeta Fueoka: "La vita e la morte non sono che un sogno".

L'adesione al buddhismo rispondeva pienamente alla sua natura, che gli ispirava frasi del genere: " Il buddhismo è una religione che fa scendere il sangue montato alla testa" (pag.29)

Tra i numerosi discepoli di Sawaki ricordiamo Uchiyama Roshi e Taisen Deshimaru, che Sawaki ordinò monaco poco prima di morire e a cui dobbiamo parecchi ricordi del maestro.


Luigi Turinese

In foto: "Meditatio mortis"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996

Le Recensioni di L.T. - "Lo yoga del sogno e la pratica della luce naturale", di N. Norbu

Namkhai Norbu, "Lo yoga del sogno e la pratica della luce naturale", Ubaldini Editore, Roma 1993, pp.112

"La notte è di fondamentale importanza per un praticante, perché metà della vita la trascorriamo dormendo; spesso però sprechiamo la totalità del tempo del sonno ... Bisogna essere realmente consapevoli che la pratica può continuare in qualsiasi circostanza, persino durante il sonno o mentre si mangia, ad esempio" (pag. 41).
Lo Dzochen, tradizione in cui Norbu è maestro, sostiene che " ... la chiave del lavoro sul sogno è lo sviluppo di una maggiore consapevolezza dello stato del sogno" (dall'Introduzione di Michael Kate, pag. 28).

Norbu distingue i sogni comuni, prodotti da tracce karmiche, dai "sogni di chiarezza", riferiti a " ... una classe di esperienze oniriche che hanno favorito l'evoluzione del progresso culturale e religioso dell'umanità" (pag 27 dell'Introduzione).
Si capisce l'importanza di ricordare i sogni, soprattutto quelli del secondo tipo.

Le tecniche tibetane di cui Norbu è maestro insegnano a rimanere nello stato cosiddetto di luce naturale, in cui si mantiene la piena coscienza e si può quindi stare in contatto con i sogni. Norbu sottolinea poi l'analogia tra lo stato della luce naturale, " ... che va dal momento in cui ci si addormenta fino a quando la mente riprende a funzionare" (pag. 42) - cioè a sognare -, e le esperienze che si hanno al momento della notte.
Le tecniche in questione, d'altra parte, non hanno uno scopo fisiologico - sebbene Norbu faccia una piccola digressione a beneficio degli insonni - quanto piuttosto soteriologico, essendo per il buddhismo massimamente importante restare il più possibile consapevoli.

Luigi Turinese

In foto: "La colpa"

Recensione apparsa nella rubrica "Libri" di "PARAMITA, Quaderni di Buddhismo per la pratica e per il dialogo", Anno XV, n.59, Luglio-Settembre 1996